Brescia è tra le prime città italiane ad essersi dotata del PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, uno strumento che delinea le scelte e gli investimenti in tema di mobilità per i prossimi anni. Il PUMS prende avvio da tre considerazioni fondamentali che hanno poi guidato le diverse strategie di azione elaborate nel Piano:

1)   La distanza media degli spostamenti che i residenti in città compiono quotidianamente per recarsi al proprio luogo di studio o di lavoro è, per il 40% dei casi, inferiore a 3 km. Si tratta di distanze a misura di mobilità dolce, soprattutto ciclabile, e che dimostrano l’opportunità di investire su questo fronte.

2)   L’entrata in funzione della metropolitana ha evidenziato lo squilibrio tra i quartieri direttamente serviti dalla nuova infrastruttura e quelli non serviti. Il PUMS individua pertanto lo sviluppo di tre linee di forza del trasporto pubblico, caratterizzate da elevata frequenza e percorsi protetti. Due di queste linee si prevede possano assumere caratteristiche tramviarie. In una prospettiva di lungo periodo, il PUMS prevede anche il prolungamento della metropolitana verso nord fino a san Vigilio di Concesio.

3)  La mobilità di quanti da fuori Brescia entrano quotidianamente in città è andata fortemente sviluppandosi nell’ultimo ventennio (+ 36%) e continuerà a crescere nei prossimi anni. Questo incremento è avvenuto per lo più con l’auto privata, creando problemi di congestione e inquinamento. Di qui la necessità di investire fortemente sullo sviluppo di un efficiente servizio ferroviario suburbano, che sfrutti e potenzi le linee ferroviarie che raggiungono il Nodo di Brescia. In questo contesto la Stazione di Brescia acquista un ruolo centrale, grazie agli ingenti investimenti di questi anni.

Alla luce di queste considerazioni, molte sono le azioni intraprese dal Comune di Brescia negli ultimi anni per garantire un migliore servizio di trasporto pubblico.

L’avvio della metropolitana automatica nel 2013 ha determinato un decisivo salto di qualità nell’offerta del trasporto pubblico a Brescia. Con una copertura odierna di 13,7 km, il servizio metropolitano è stato migliorato con frequenze giornaliere più uniformi e con il prolungamento del servizio fino all’1 del sabato sera.

Anche la rete bus è stata al centro di notevoli investimenti. Nel marzo 2014 è stato messo in campo un corposo piano di potenziamento del servizio, ripristinando i collegamenti tardo serali fino alla mezzanotte sulle principali linee (2, 3, 10, 11, 15, 17), aumentando le frequenze per le linee a servizio dei quartieri non serviti dalla metropolitana (2, 3, 12, 13, 16) e riorganizzando i percorsi delle linee 4 e 14, eliminando le sovrapposizioni con la metropolitana e incrementando le frequenze verso i capolinea periferici.

Numerosi sono stati anche gli interventi per l’adeguamento delle fermate del trasporto pubblico, con l’installazione di nuove pensiline, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la messa in sicurezza dei marciapiedi.

La metanizzazione della flotta bus ha compiuto un deciso passo avanti con il piano degli investimenti di Brescia Trasporti per il triennio 2016-2018, che prevede l’arrivo di 60 nuovi bus a metano a completa sostituzione degli ultimi bus a gasolio, con conseguenti benefici in termini di emissioni e di efficienza. A livello nazionale, dunque, Brescia rappresenta l’esperienza più avanzata per ciò che riguarda l’utilizzo di carburanti alternativi nel campo del trasporto pubblico. Dei 60 nuovi mezzi a metano, 20 sono entrati in funzione a settembre 2017, altrettanti entreranno in funzione nel corso del 2018 e gli ultimi 20 nel corso del prossimo anno.

Le migliorie apportate al servizio di trasporto pubblico sono state ripagate dall’altissimo numero di bresciani che ogni giorno scelgono i mezzi per i propri spostamenti in centro città e per il collegamento con la periferia. Il dato relativo all’andamento dei passeggeri trasportati nel 2017 è a dir poco lusinghiero. Si parla infatti di 54,3 milioni di passeggeri totali a fronte dei 41,4 registrati nel 2012. L’incremento più evidente è rappresentato dal numero dei passeggeri del trasporto metropolitano. Se, infatti, i passeggeri trasportati nell’anno 2013 erano pari a 12 mln, nel 2017 hanno raggiunto quota 17,4 mln, con un trend in continua crescita.

Raddoppiato invece l’andamento dei titoli di viaggio rispetto al 2012. Il 2016 ha registrato infatti un totale di 6,9 milioni di titoli di viaggio tra abbonamenti, biglietti e carnet con una forte percentuale di titoli venduti per la zona 1. Con un totale di 774 mila controlli annui effettuati nel 2016 a fronte dei 484 mila del 2013, l’evasione calcolata cala al 3,05%, più del 50% in meno rispetto al 2013. I controlli capillari e la lotta all’evasione hanno permesso un notevole aumento degli introiti (15,7 mln) rispetto al 2012 (12,5 mln).